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Le realtà inafferrabili: il percorso             (pagina 3)

I più deboli, i diversi, chi ha vera necessità di fratellanza, chi non ha possibilità o volontà di adattarsi allo schema, viene emarginato. Tutto quanto diventa limitato per nascondere quello che siamo veramente, escludendo la completezza dell'Essere più profondo che racchiude panorami vastissimi, paradigmi dalle molteplici possibilità. Quello che dovremmo essere, entra in conflitto per ragioni di circostanza con ciò che dobbiamo sembrare per appagare la platea. Ogni essere umano si muove quindi nel proprio ambito comunicando solo apparentemente con i propri interlocutori, senza la vera collisione di idee che genera energia, interagendo solo con la vaga apparizione di una coscienza che si manifesta distorta nella società tanto virtuale quanto desolata in cui viviamo. Gli Ectoplasmi acquistano quindi una Forma, visibile da una dimensione esterna alla propria, vagando e disgregandosi in un relativismo e in una indeterminazione che condanna alla solitudine della non appartenenza o alla follia. La Forma spegne all'esterno la vita stessa dell'Essere e nel momento in cui l'individuo tenta di liberarsi da essa e dalle Maschere subite, viene rifiutato dall'ambiente da cui vorrebbe affrancarsi, e sarà stato solo un'apparizione passeggera.

Da questa visione, in continuità con gli Ectoplasmi, nascono le Dislocazioni, un altro lavoro per me significativo, dove flussi di porzioni di realtà della quale non possiamo raffigurare la completezza, emergono dalla nostra incapacità di cogliere il vero aspetto interiore degli Ectplasmi che ci circondano i quali si manifestano come apparenze, rappresentando un fenomeno di cui non conosciamo la vera essenza perché locata in posti per noi inaccessibili.

Se ai fini della sopravvivenza e dell'esaltazione del proprio apparire l'individuo stesso  si propone in Forme con la propria Maschera di circostanza, non ne possiamo cogliere l'esatta posizione quindi la sua realtà nell'ambiente. Si propone allora ai nostri occhi come un flusso dislocato di oggetti che si incrociano e si sovrappongono mostrandosi da più angolazioni. E' l'ambiente stesso in cui si mostra a diventare una Forma più reale della realtà che, se ruotata, offre punti di vista diversi (2).

Ma queste dislocazioni, al di là del loro apparire, dall'altra parte dello specchio, sono immagini di individui che esistono con una coscienza univoca che continua ad evolversi malgrado sé stessa, inibendo tutte le possibilità di essere e acuendo drammaticamente il contrasto esistenziale tra  come esso si rappresenta e come è veramente

Cede allora Frammenti desaturati di esistenza che racchiudono un disperato appello a comparire fuori dal ruolo assegnato. Sono sprazzi in cui la parte indomita dell'individuo cerca disperatamente di trasmettere il messaggio del travaglio interiore (3).

L'Utopia che immagino ha colori accesi che cercano di trasmettere serenità. Utopia è un mondo in cui viene apprezzata l'Essenza quindi non sono rilevabili differenze di razza, intelletto, opinione. In Utopia non ci sono gerarchie, alla pari di Eskhatos, tutto quanto viene equamente suddiviso, il sentimento predominate è la compassione. I beni importanti sono quelli essenziali (4). L'essenza utopiana si manifesta sempre con delle Dislocazioni. Per coglierla nel proprio aspetto reale, bisogna viaggiare lontano, fino allo Shangri-la, universo composto da tante città senza spazio e senza tempo  protette da un mare di nuvole e indisturbate. Addentrandosi in esse non si scorgono più esseri umani ma umane Essenze da cui emergono emozioni vere, prive di Apparenze,  che spaziano al di là di forme e modelli e aspirano all'amore, alla fratellanza e alla felicità come diritto naturale. Solo là, protetto dalla propria invisibilità, ognuno potrà rinascere come individuo nuovo e sincero.

(2) L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose... - Italo Calvino - Le città invisibili.

(3) Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti...  avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. ... quella vecchia signora non prova forse nessun    piacere a pararsi così come un pappagallo ... pietosamente s’inganna che parata così ... riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane ... - Luigi Pirandello - Saggio sull'Umorismo.

(4) Raccolgono anche perle sulle spiagge, nonché diamanti e pietre preziose ... poi li donano ai bimbi che, come sono molto fieri e gelosi di questi ninnoli negli anni della fanciullezza, non appena sono più grandicelli li lasciano perdere senza che i genitori li debbano forzare, vergognandosene perché capiscono che si addicono solo ai bambini, nello stesso modo in cui i nostri figli crescendo lasciano perdere noci, ciondoli e bamboline... Tommaso Moro - Utopia

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